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Ipertensione: la pressione aumenta con l’età?

L’ipertensione è un disturbo che interessa moltissime persone. Spesso si pensa che l’aumento della pressione arteriosa sia fisiologico con il passare degli anni e che, quindi, sia normale che gli anziani di solito abbiamo valori pressori medi superiori a quelli di un giovane.

Fino a pochi anni fa anche in ambito medico si riteneva l’ipertensione una patologia pressoché inevitabile per tutta la popolazione sopra una certa età. Oggi studi più approfonditi hanno limitato la portata di questa opinione, scoprendo che, se un leggero aumento pressorio può essere effettivamente fisiologico, in realtà esistono altri fattori che influiscono in modo più importante sull’ipertensione.

Che cos’è l’ipertensione

L’ipertensione è una patologia che consiste nell’avere abitualmente valori pressori più elevati della norma.

Indicativamente si può dire che i valori pressori ottimali non dovrebbero superare i 120mm/Hg per la pressione sistolica (detta anche “pressione massima”) e i 80 mm/Hg per la pressione diastolica (“pressione minima”). Al di sopra di questi valori, ci si trova in una condizione di ipertensione, più o meno grave a seconda di quanto si discostano da essi.

Esistono due tipi di ipertensione:

  • ipertensione essenziale, che si verifica quando non ha una causa chiaramente identificabile e si calcola che riguardi circa il 90% dei casi. In realtà, esistono due grandi gruppi di persone che ne soffrono. Il primo è caratterizzato da persone affette da ipertensione congenita, mentre il secondo da persone che ne soffrono a causa di stili di vita non corretti, per esempio fumatori, persone con una vita sedentaria o con una dieta scorretta.
  • ipertensione secondaria, che si verifica, invece, a causa di altre patologie oppure in seguito all’assunzione di farmaci.
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I sintomi dell’ipertensione

I sintomi dell’ipertensione non sono sempre facilmente individuabili, anzi in alcuni casi questa patologia si presenta come asintomatica. Tuttavia, esistono dei segnali d’allarme da prendere seriamente in considerazione soprattutto quando si ha uno stile di vita poco sano o quando in famiglia ci sono altri casi di ipertensione.

In genere la pressione alta può presentarsi con mal di testa, senso di vertigini o giramento di testa, ronzio alle orecchie o disturbi alla vista. In alcuni casi, episodi di fuoriuscita di sangue dal naso, soprattutto se ricorrenti e di entità importante, possono essere campanelli d’allarme.

Proprio perché i sintomi non sono così evidente, sarebbe opportuno tenere sotto controllo la pressione arteriosa fin da giovani, facendola misurare periodicamente dal medico o dal farmacista, oppure acquistando uno sfigmomanometro da utilizzare in casa. Oggi, poi, esistono dispositivi tecnologici molto validi che, attraverso braccialetti, permettono di tenere la pressione costantemente monitorata, anche quando si fa sport.

Ipertensione ed età: che rapporto hanno

Fino a qualche tempo fa, per sapere quale fossero i valori pressori corretti, si usava fare un calcolo che prevedeva di sommare i propri anni di età a 100. Pertanto, una persona che avesse 35 anni, avrebbe dovuto avere una pressione sistolica massima di 135 mm/Hg. 

Oggi invece si ritiene che il fisiologico aumento di pressione con l’avanzare dell’età sia molto più contenuto (entro i 10-15 mm/Hg) e che, nel caso invece fosse superiore, ad incidere siano altre componenti legati soprattutto agli stili di vita.

Discorso diverso vale invece per i bambini: alla nascita i valori pressori normali si aggirano attorno ai 70 mm/Hg di pressione sistolica e ai 40 mm/Hg di pressione diastolica, fino a giungere alla maggiore età con una pressione normale di 120/80 mm/Hg. In questa fascia di età, dunque, è normale che a un aumento dell’età corrisponda un aumento della pressione.

Tra i giovanissimi i problemi di natura pressoria sono molto rari. Tuttavia, se fino a qualche decennio fa si trattava di un problema quasi esclusivamente di tipo secondario, causato cioè da altre patologie, negli ultimi anni sono aumentati sensibilmente i giovani che soffrono di ipertensione secondaria. Sebbene non se ne conoscano ancora perfettamente le cause, gli studiosi tendono a pensare che ciò sia legato a scorretti stili di vita e, in particolare, al sovrappeso.  

Per quanto riguarda invece le donne, si osserva un fenomeno piuttosto interessante legato alla menopausa: sarebbero molte, infatti, le donne con un sensibile aumento pressione in concomitanza alla menopausa. Se nell’età fertile, le donne hanno una protezione grazie all’azione degli estrogeni, la diminuzione di questi ormoni durante la menopausa porterebbe un sensibile aumento dei valori pressori, con conseguente rischio di malattie cardiovascolari.

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Secondo recenti studi ci sarebbe poi una correlazione tra la comparsa precoce della menopausa e patologie cardiovascolari legate all’ipertensione.  

Per quanto riguarda invece la popolazione sopra i 60 anni, l’aumento pressorio è molto frequente. Anche in questo caso i motivi sono diversi e complementari. Scorretti stili di vita si associano, infatti, alla diminuzione dell’attività fisica e l’aumento della sedentarietà, ma non solo.

Col passare degli anni, si registra un invecchiamento dell’organismo e una più lenta rigenerazione cellulare. In conseguenza di ciò, si verifica anche una minore elasticità dei vasi sanguigni con un progressivo aumento della rigidità venosa. Tutto ciò contribuisce ad aumentare i valori pressori e a provocare l’instaurarsi di ipertensione. 

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