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Salus Blog - camminare in gravidanza
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Camminare in gravidanza: rischi o benefici

Sovente le future mamme si chiedono se camminare in gravidanza possa portare benefici oppure essere un rischio per il proprio bambino.

Svolgere attività fisica è importante per mantenere il proprio stato di salute. Ad eccezione di situazioni di criticità, quando è in atto una gravidanza non dovrebbe mancare.

In questo stadio non è consigliabile svolgere allenamenti molto intensi, in quanto potrebbero comportare dei rischi per la salute della mamma e del bambino. Tuttavia, una camminata a passo moderato non rappresenta un pericolo per la salute e produce numerosi benefici.

Camminare in gravidanza: perché fa bene

Sebbene si tratti di un’attività fisica poco impegnativa e intensa, camminare in gravidanza produce effetti benefici sia a livello fisico, sia mentale.

Camminare in gravidanza permette di:

  • Ridurre la percezione del dolore durante il travaglio, grazie alla pratica sportiva costante durante il periodo di gestazione. Essa infatti consente di generare per tutti i mesi di gravidanza la produzione di beta-endorfine, che consentono di aumentare la soglia di tolleranza al dolore;
  • migliorare la gestione del peso durante la gravidanza, in quanto permette di bruciare calorie senza produrre sollecitazioni e sforzi eccessivi;
  • migliorare la circolazione delle gambe e, più in generale, il microcircolo di tutto il corpo, aiutando a ridurre il gonfiore e la pesantezza delle gambe e dei piedi, tipici del periodo di gravidanza;
  • migliorare il benessere mentale, in quanto praticare attività sportiva genera il rilascio di sostanze che favoriscono il benessere e riducono lo stress;
  • ridurre la glicemia e il rischio di insorgenza del diabete mellito gestazionale.

 

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Quali precauzioni prendere

Nonostante i benefici che una camminata può portare, vi sono una serie di comportamenti e precauzioni da osservare per evitare rischi.

In primo luogo, la camminata deve essere moderata. È sconsigliato infatti procedere a velocità troppo elevata o addirittura simulare una corsa.

Infatti, una pratica sportiva intensa potrebbe comportare una riduzione dell’afflusso di sangue alla placenta e un ridotto apporto di glucosio al feto.

Anche camminare tanto non è sempre l’ideale. Ciascuna donna durante il periodo di gestazione può avvertire di più o di meno la fatica e la stanchezza. È bene quindi regolare la durata e la frequenza della camminata in relazione al proprio stato fisico e non eccedere oltre ciò che il corpo cerca di comunicare.

Un’altra importante accortezza è quella di evitare salti o qualsiasi situazione che possa provocare un trauma o una caduta, causando una contrazione uterina. È quindi opportuno evitare di fare passi molto ampi quando si scendono scale e scalini e attrezzarsi di scarpe tecniche che siano ben aderenti al suolo e riducano il rischio di scivoloni improvvisi.

Nelle stagioni più calde è consigliabile svolgere la camminata solo nelle ore più fresche della giornata, per evitare l’ipertermia fetale, una condizione molto pericolosa che può compromettere lo sviluppo del sistema nervoso del feto.

Con il passare dei mesi la pancia si ingrosserà sempre di più e questo potrebbe causare posture scorrette. Infatti, la tendenza potrebbe essere quella di inarcare la schiena e rivolgere il proprio peso in avanti. Questo potrebbe causare dei fastidiosi mal di schiena e problemi agli arti inferiori dati dalla distribuzione poco omogenea del peso su piedi e caviglie.

È importante quindi tentare di osservare la posizione assunta durante la camminata e cercare di mantenere la schiena dritta. È preferibile infatti mantenere una postura corretta, anche se per meno tempo, piuttosto che prediligere la distanza percorsa.

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Quanto camminare in gravidanza

Durante il periodo della gravidanza il corpo è soggetto a cambiamenti molto frequenti che possono comportare a condizioni fisiche diverse nell’arco dei 9 mesi.

Per questo è importante ascoltarsi e percepire i cambiamenti, senza scoraggiarsi se le prestazioni fisiche non rimangono inalterate.

Generalmente una buona camminata può durare circa 30 minuti o poco più al giorno. Se però la stanchezza si fa sentire e non si è nelle condizioni di poterla fare, non c’è motivo di demoralizzarsi.

In quest’ultimo caso, anche solo 10 minuti distribuiti nell’arco della giornata possono fare la differenza per mantenersi in movimento.

Durante l’ultimo mese potrebbe essere difficile compiere dei movimenti con facilità. In questo periodo quindi la camminata potrebbe essere sostituita con dei semplici esercizi di respirazione che aiuteranno la futura mamma a prepararsi al parto.

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