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Come l'attività fisica influisce sull'ipertensione

Ipertensione e sport spesso sono visti in contrasto tra di loro, tanto che a chi soffre di pressione alta spesso viene sconsigliato di fare attività sportiva.

Sebbene le attività ad alta intensità siano effettivamente rischiose, è altrettanto vero che esistono sport adatti anche a chi è affetto di ipertensione e, anzi, possano essere utili a migliorare le condizioni pressorie.

Ipertensione e sport: che relazione hanno

Studi scientifici hanno dimostrato che esiste una relazione tra pressione alta e sport. I dati più interessanti sono quelli secondo i quali l’attività fisica sarebbe in grado di prevenire disturbi cardiovascolari tra cui, appunto, l’aumento pressorio oltre certe soglie.

In particolare, alcuni tipi di esercizi, come quelli aerobici, sarebbero in grado di ridurre la pressione del sangue e la frequenza cardiaca e diminuire il rischio di disordini metabolici.

Al soggetto iperteso, pertanto, vanno prescritti esercizi basandosi sull’anamnesi e su un attento esame delle condizioni cardiache, valutando il rischio cardiovascolare.

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Gli effetti dell’attività fisica su ipertensione

Ormai gli studi scientifici hanno ampiamente dimostrato che una attività aerobica costante e regolare previene il rischio di ipertensione, proteggendo il sistema cardiocircolatorio da diversi tipi di patologie come le coronopatie.

  • Questo effetto positivo si riscontra in diversi tipi di soggetti: sia quelli che hanno una storia di pressione arteriosa contenuta entro certi limiti, sia quelli che soffrono di ipertensione. In ogni caso, lo sport sembra avere un’incidenza maggiore su chi ha livelli pressori molto elevati. Inoltre, i soggetti che sembrano trarne più vantaggio sono le donne e gli anziani.

  • L’ipertensione è causa di molte patologie a livello cardiocircolatorio, in particolare negli anziani. Lo sport, se condotto in modo corretto e sotto precisa osservazione medica, è in grado di diminuire sensibilmente i rischi legati a queste patologie, soprattutto dopo i 70 anni.

  • L’allenamento aerobico ha l’effetto di migliorare la pressione arteriosa a riposo: l’aumento di pressione durante l’attività motoria è fisiologico, ma è che a riposo ritmo cardiaco e pressione rimangano entro certi limiti. Gli studi quantificano in una diminuzione di 5-6 mmHg a fronte di un esercizio sportivo costante.

  • I dati non sono ancora del tutto chiari, invece, su quanto riguarda l’attività sportiva agonistica e intensa, in parte perché mancano studi specifici sull’effetto di questi tipi di sport sull’attività cardiaca. La maggior parte degli studi prende in esame attività a bassa intensità e di tipo aerobico. Inoltre, da alcuni studi porterebbero a pensare che in atleti sani lo sport ad alta intensità non comporterebbe benefici significativi.

  • Ancora per quanto riguarda l’attività sportiva ad alta intensità non è chiaro se e in che termini lo sport agonistico, a lungo andare, abbia effetti negativi a livello pressorio su chi già è iperteso, soprattutto perché mancano studi che si protraggano per un arco temporale sufficientemente lungo.

  • Pertanto, è opportuno valutare attentamente le condizioni cardiovascolari del soggetto iperteso prima di un percorso sportivo che possa prevedere una attività ad alta intensità anche agonistica, tanto più che in questo tipo di soggetti potrebbe aumentare il rischio di patologie coronariche.

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Attività agonistica nei soggetti ipertesi: i rischi

Secondo studi condotti in laboratorio, che riproducono l’attività svolta durante una sessione sportiva agonistica, è risultato che nei soggetti sani si verifica un progressivo aumento della pressione arteriosa nel momento di massimo sforzo.

Durante le sessioni sportive di tipo aerobico, invece, la pressione arteriosa sistolica (cosiddetta pressione massima) raggiunge il suo picco dopo pochi minuti dall’inizio dell’attività, per diminuire progressivamente e stabilizzarsi entro un quarto d’ora circa dall’inizio della sessione. Invece, la pressione diastolica (pressione minima) ha una diminuzione piuttosto importante all’inizio dello sforzo ma si mantiene su livelli costanti per tutta la sessione.

Tuttavia, si è rilevato che quando si raggiunge il massimo dello sforzo, i soggetti sani subiscono un innalzamento della pressione superiore rispetto a quello degli ipertesi. Gli studiosi sono orientati a pensare che ciò avvenga perché negli ipertesi il diametro diastolico del ventricolo sinistro non si espande, come si osserva tramite ecocardiogramma.

Secondo la letteratura medica, durante l’esercizio fisico ad alta intensità ci sarebbe una prevalenza di rischi cardiovascolari sui soggetti ipertesi rispetto a quelli normotesi. Ciò sarebbe causato dal fatto che l’aumento di ritmo cardiaco e di pressione sistolica provocano un consumo di ossigeno del miocardio che può diventare fattore di rischio per l’iperteso.

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Gli ipertesi possono fare sport?

Le evidenze scientifiche dimostrano che anche gli ipertesi possono fare sport, a condizione di rispettare scrupolosamente le indicazioni del medico curante. Infatti, le attività a bassa intensità, che richiedono un modesto impegno cardiovascolare, come le attività aerobiche, hanno effetti positivi in relazione alla capacità di diminuire i livelli pressori.

In ogni caso, prima di iniziare l’attività sportiva, è necessario sottoporsi a visita medico-sportiva per valutare le condizioni dell’apparato cardiovascolare e limitare i rischi.

Inoltre, è sempre consigliato tenere monitorata la pressione arteriosa, tenendo traccia delle registrazioni, con l’indicazione dell’ora della giornata e della attività sportiva svolta.

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