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L'attività motoria contro il rischio di ictus

L’ictus è una patologia che colpisce circa duecentomila persone all’anno, configurandosi come una delle principali cause di morte, la terza dopo le patologie cardiovascolari e le neoplasie.

Ma non solo: si tratta, infatti, della prima causa di disabilità, soprattutto per quanto riguarda le persone avanti negli anni.

In circa l’ottanta per cento dei casi, l’ictus si presenta per la prima volta, mentre nel restante venti per cento dei casi colpisce persone che ne sono già state affette in passato. Una incidenza particolarmente importante si rileva tra le donne in età avanzata.

Prevenire l’ictus, pertanto, è molto importante sia da un punto di vista della salute personale ma anche sociale, in quanto si tratta di una patologia che ha importanti ricadute sulla comunità.

Che cos’è l’ictus celebrale

L’ictus è una patologia che riguarda l’alterazione del flusso sanguigno diretto al cervello. Ciò può avvenire a causa di due disturbi simili, che però danno origine a due tipi di danno celebrale diversi: la chiusura di una arteria o la rottura.

  • Ictus celebrale, o ictus ischemico, è la fattispecie che si presenta più di frequente ed è causa da una ostruzione dell’arteria, che non permette più il corretto flusso del sangue ai tessuti celebrali.

  • Ictus emorragico, o emorragia celebrale, si configura, invece, quando si ha una rottura di una arteria celebrale. In questo caso il tasso di mortalità è molto alto, in quanto supera il 50% dei casi.

Esiste anche il cosiddetto attacco ischemico transitorio: si tratta di una diminuzione temporanea del corretto afflusso del sangue al cervello, con sintomi che tendono a regredire entro 24 ore. È importante da diagnosticare in quanto può precedere un ictus vero e proprio.

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Cause, sintomi e conseguenze dell’ictus

L’occlusione delle arterie, generalmente, è causata dal deposito di grassi, come il colesterolo nelle arterie. Chi soffre di pressione alta ha un rischio più elevato, in quanto l’ipertensione, se non viene curata opportunamente, provoca la formazione di depositi sulle pareti delle arterie. L’ostruzione dei vasi sanguigni può essere, dunque, correlata a patologie come ipercolesterolemia e diabete.

Per quanto riguarda, invece, l’emorragia celebrale, spesso questa è conseguenza dell’indurimento delle pareti dei vasi sanguigni celebrali su cui, anche in questo caso, incidono negativamente valori pressori troppo elevati.

Soprattutto con l’avanzare dell’età, infatti, i vasi sanguigni tendono a perdere elasticità e possono rompersi più facilmente, soprattutto sotto la spinta di elevati valori pressori.

I sintomi e le conseguenze dell’ictus

I sintomi dell’ictus spesso in genere si presentano improvvisamente, però possono anche verificarsi casi i cui l’ictus dà avvisaglia, come attacchi ischemici transitori che danno disturbi che scompaiono entro le 24 ore.

L’ictus causa la perdita di alcune funzioni, in quanto il mancato irroramento dei tessuti celebrali va ad influire sulle capacità del cervello in relazione con l’area colpita. Di solito la parte colpita dà manifestazioni nella parte opposta del corpo: l’emisfero sinistro, infatti, comanda la parte destra e viceversa, in quanto le connessioni neurali sono incrociate.

In genere, si manifestano:

  • Paresi di una metà del corpo, che può riguardare la deambulazione e la capacità di muovere gli arti superiori e inferiori ma anche il viso. In alcuni casi può mancare la sensibilità oppure gli arti possono essere pendenti e il viso stortarsi in prossimità della bocca;

  • Afasia e incapacità di pronunciare correttamente le parole;

  • Mal di testa e vertigini;

  • Nausea e vomito;

  • Disturbi alla vista;

  • Perdita dell’equilibrio.

La mancanza di irrorazione dei tessuti può danneggiare in modo definitivo l’area colpita pertanto alcuni dei sintomi che si presentano durante l’ictus possono essere irreversibili.

In alcuni casi, terapie mirate, come la logopedia e la fisioterapia, possono aiutare a migliorare le condizioni post-ictus, ma sono molto frequenti in casi in cui in seguito ad un ictus il soggetto subisca conseguenze invalidanti. Proprio per questo, nel nostro paese l’ictus è la prima causa di invalidità.

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Prevenire l’ictus con lo sport: i benefici dell’attività motoria

La prevenzione dell’ictus è fondamentale soprattutto in un paese come il nostro dove la sedentarietà è un problema comune e molto diffuso.

Per prevenire l’ictus, oltre a uno stile di vita sano, in cui introdurre una dieta corretta ed equilibrata, è molto importante fare attività fisica.

I benefici dello sport in relazione alla salute cardiovascolare e metabolica sono noti: l’attività fisica, infatti, sarebbe in grado di ridurre il rischio di ipertensione, di migliorare la capacità del cuore di pompare il sangue e di diminuire lo stress ossidativo dei vasi sanguigni.

Secondo diversi studi scientifici, chi pratica attività motoria costantemente avrebbe un rischio inferiore del 35% di incorrere in patologie cardiovascolari rispetto a chi conduce una vita sedentaria.

Anche a livello riabilitativo, pare dimostrato che una lieve attività motoria possa migliorare le condizioni fisiche generale e contribuire a ristabilire una corretta deambulazione. Uno studio della Duke University ha preso in esame di dati relativi a oltre 400 pazienti in diversi centri di riabilitazione i quali sono stati sottoposti a un ciclo programma di attività sul tapis roulant. Dopo dodici settimane di sedute, più della metà dei pazienti aveva migliorato la capacità di camminare.

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Quale attività fisica per prevenire l’ictus

Le linee guida dell’OMS specificano che per attività fisica non va inteso lo sport in senso stretto, ma qualsiasi attività che comportino uno sforzo superiore rispetto a quello a riposo.

Pertanto anche camminare, fare i lavori domestici, fare giardinaggio, salire o scendere le scale possono essere considerate attività utili a prevenire l’ictus e altre patologie cardiovascolari.

Per quanto riguarda, invece, l’attività sportiva vera e propria, a livello preventivo sono consigliate tutte le attività aerobiche, ovvero sport che vanno praticati a bassa o media intensità per un periodo di tempo prolungato.

Se non ci sono esclusioni dovute alle condizioni fisiche personali, si consiglia di praticare gli esercizi aerobici almeno 3-4 volte alla settimana per 30-45 minuti. Tra le attività aerobiche rientrano la camminata veloce, la bicicletta, il nuoto, la corsa di resistenza.

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