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Rottura del menisco: cosa succede alle articolazioni

Ciascuna delle ginocchia ha due cartilagini a forma di C, che servono ad ammortizzare il peso della parte superiore del corpo. Esse agiscono come un cuscino tra la Tibia e il Femore. Ogni ginocchio ha un menisco laterale che ha dimensioni maggiori e uno più piccolo di nome menisco mediale. I menischi sono quattro in tutto e sono molto importanti perché sostengono il peso del corpo.

La cartilagine presente nel ginocchio può danneggiarsi a causa dell’usura e dell’invecchiamento, provocandone una lesione degenerativa. In alcuni casi  può avvenire una rottura del menisco in grado di provocare un forte dolore, rigidità articolare e gonfiore. Nei casi più gravi si potrebbe anche a vere la gamba bloccata completamente senza poter estenderla completamente.

Per alleviare il dolore del menisco a volte è sufficiente il riposo   trattamenti con ghiaccio e qualche farmaco antidolorifico. In altri casi è necessario sottoporsi ad un’operazione chirurgica.

Quando il dolore al ginocchio è particolarmente intenso ed è comparso di seguito ad una distorsione o un trauma, è necessario eseguire una radiografia: è bene rivolgersi in modo tempestivo a un medico per non recare ulteriori danni camminando sulla parte lesa, rischiando di sottovalutare il problema.

Le principali cause del menisco rotto

Il menisco rotto è un infortunio piuttosto comune e può esser causato sia da un brusco trauma che da un’eccessiva usura dovuta a microtraumi continui.

Nelle persone anziane, con i cambiamenti degenerativi tipici della vecchiaia, si può lacerare il menisco anche senza alcun trauma particolare.

Le principali cause che portano alla rottura del menisco sono quelle attività che tendono a far ruotare in modo naturale il ginocchio. Qualsiasi attività che induce a torcersi o ruotare con forza la zona del ginocchio può causare una lacerazione del menisco.

Eseguire arresti e svolte improvvise, inginocchiarsi, sollevare qualcosa di pesante e accovacciarsi in profondità eccessiva può causare uno sforzo eccessivo per la cartilagine e le articolazioni.

Il rischio è alto specialmente per chi fa sport  con contatto fisico o atleti che svolgono rotazioni veloci e scattanti con il proprio corpo, come il basket o il tennis. Anche chi svolge lavori manuali faticosi come il muratore o alcuni tipi di operai sono particolarmente esposti a questo rischio.

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I sintomi del menisco rotto

Nella maggior parte dei casi, anche con il menisco rotto si riesce a camminare, ma durante i movimenti dell’articolazione della gamba si sente un rumore tipo un “clack”. Il dolore può esser in alcuni casi lieve in altri più forte, man mano che cresce l’infiammazione il dolore tenderà ad aumentare, anche se inizialmente non si presenta in modo grave. La rottura del menisco può essere di due tipi: lesione laterale e lesione mediale.

 Il ginocchio è un’articolazione complessa, la più grande del corpo umano. Esistono vari tipi di lesioni del ginocchio: lesioni al legamento crociato anteriore, lussazione al ginocchio, fratture, lesioni meniscali, tendine del rotuleo, borsite, lesione ai legamenti collaterali, lesioni al legamento crociato posteriore, lesioni ai legamenti collaterali e le lesioni tendinee.

La lesione del menisco può causare un blocco articolare ed è una delle più diffuse che riguardano il ginocchio, generalmente la causa principale è la distorsione e può essere diagnosticata da una visita medica tramite radiografia. In alcuni casi è necessario asportare il menisco e sostituirlo con uno artificiale o proveniente da un donatore. Questo tipo di trapianto viene eseguito specialmente nei pazienti più giovani.

Per fortuna non tutte le lesioni meniscali richiedono un intervento chirurgico, quando il ginocchio tende a rimanere bloccato basta riposarsi e limitare il peso sulla gamba dolorante, magari utilizzando le stampelle per un recupero più veloce e per alleviare il dolore.

Rottura del menisco: cure e trattamenti

I primi giorni il ginocchio è molto gonfio e quindi ogni 3 ore è necessario mettere del ghiaccio per almeno 20 minuti. Bisogna comprimere il ginocchio utilizzando una benda elastica o una ginocchiera in neoprene. Inoltre è meglio sollevare il ginocchio con un cuscino posto sollo il tallone quando sei sdraiato. Non bisogna avere fretta e si devono rispettare i tempi di ripresa e di riposo.

Probabilmente il medico prescriverà alcuni farmaci antinfiammatori e consiglierà un trattamento di fisioterapia. Oltre al fisioterapista, le figure specialistiche a cui ci si può rivolgere per la riabilitazione del ginocchio sono il fisiatra e l’ortopedico.

Durante la fase di recupero, potrebbe essere necessario anche l’uso di un tutore e qualche serie di infiltrazione con l’acido ialuronico.

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Nel percorso riabilitativo la fase di recupero può richiedere anche un anno di strategie motorie anche a scopo preventivo di un secondo trauma. Il processo di guarigione è molto lento perché bisogna ristabilire la tonicità ai muscoli della gamba, recuperare il corretto movimento dell’articolazione e garantire la dinamicità e la stabilità di questa articolazione. Nella prima fase della riabilitazione, per non sovraccaricare l’arto, si consiglia una terapia in acqua e successivamente anche l’uso della cyclette e di stretching sono considerati molto utili.

Ci sono anche altre terapie che prevedono l’uso di macchinari tecnologici come gli ultrasuoni, la laserterapia e l’ipertermia.

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