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Ciuccio neonato: pro e contro

Uno dei principali crucci dei neogenitori riguarda il ciuccio neonato: molti, infatti, si chiedono se sia giusto darlo al proprio bebè per farlo stare tranquillo oppure se sia meglio evitare.

Spesso, infatti, si leggono opinioni discordanti, che chi sostiene che sia un vizio da evitare, che può danneggiare la struttura del palato, e chi, invece, non riscontra alcun vero pericolo in una prassi che, semmai, aiuta il piccolo a calmarsi.

I luoghi comuni sul ciuccio: il succhiotto non è un vizio

Sui ciucciotti neonati girano luoghi comuni, che spesso fanno più male che bene, creando ansie e sensi di colpa tra i genitori.

Spesso, infatti, si sente dire che il ciucciotto neonato è un vizio e come tale andrebbe evitato.

La stessa cosa, del resto, spesso viene detta delle coccole, del tenere in braccio il bambino o di farlo dormire nello stesso letto dei genitori.

In realtà, si tratta di una sciocchezza in quanto il neonato è troppo piccolo per fare capricci e per cercare come consolazione un vizio.

Il neonato, soprattutto nei primi mesi di vita, ha semplicemente degli istinti naturali tra cui quello della suzione è uno dei più importanti. Proprio perché attraverso la suzione il bambino si nutre, la ricerca di qualcosa da mettere in bocca è innata e del tutto naturale. Succede addirittura che in alcune ecografie si veda il neonato che succhia il dito.

La suzione, pertanto, risulta essere un gesto consolatorio che tranquillizza il piccolo e gli dà appagamento. Secondo studi scientifici, addirittura, i bimbi prematuri otterrebbero un effetto analgesico proprio grazie alla suzione.

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I benefici del succhiotto

Quando il neonato piange disperato, i genitori si adoperano per farlo smettere. Del resto, anche questo è un fenomeno del tutto naturale. Il piccolo non ha altri strumenti per attirare l’attenzione di mamma e papà e ad ogni sensazione di disagio, che sia fame, senso di abbandono, stanchezza, etc., reagisce con un pianto più o meno intenso.

Spesso la suzione, con il suo effetto consolatorio, riesce a calmare il piccolo: quando è molto stanco e non riesce a dormire, il nervosismo di neonato e genitori aumenta esponenzialmente rendendo sempre più complicato l’addormentamento. In questi casi, i ciucci dei neonati funzionano proprio per spezzare il circolo vizioso e riportare la calma.

Il ciucco, infatti, simula il capezzolo materno e riporta il neonato in una condizione ideale, in cui si sente nutrito e, allo stesso tempo, accudito.

Il succhiotto contrasta la morte in culla

La correlazione tra l’uso del ciuccio e la diminuzione del rischio della morte in culla non è una scoperta recente. Già a partire dalla fine degli anni Settanta gli effetti positivi del ciuccio contro la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) sono stati messi in luce da studi scientifici, poi confermati da altri più recenti, anche se in un primo momento c’è stata una certa riluttanza nell’inserire l’uso del ciuccio tra le buone pratiche contro la SIDS.

Nel 2006, un articolo pubblicato su Pediatrics, la rivista dell’American Accademy of Pediatrics, conferma questa ipotesi, segnalando come l’uso del ciucciotto neonati sia stato inserito nelle linee guida per le azioni da seguire per prevenire i rischi di SIDS.

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Quando i neonati non vogliono il succhiotto

Capita, tuttavia, che alcuni neonati rifiutino il ciuccio. Non si tratta di un caso così raro e in genere riguarda i bambini allattati al seno.

I piccoli, infatti, non abituati alla tettarella del biberon, percepiscono la differenza con il capezzolo materno e sentono il ciuccio come un corpo estraneo. Nei primissimi giorni dopo la nascita, il bebè non è ancora consapevole del fatto di trovarsi al di fuori dell’utero materno e il contatto con il corpo della mamma viene vissuto come del tutto naturale.

Le tettarelle del ciuccio e del biberon, per quanto oggi siano anatomiche e ben costruite, costituiscono una specie di corpo estraneo, che il neonato potrebbe rifiutare.

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Il ciuccio fa male?

A fronte dei benefici del ciuccio, esistono però anche opinioni contrarie, che mettono in luce gli aspetti negativi dell’uso prolungato del ciuccio.

In realtà, i pediatri e i logopedisti sono generalmente d’accordo nel sostenere che il ciucco di per sé non è né utile né controproducente, in quanto molto dipende dall’uso che ne viene fatto.

Di conseguenza, può essere usato a condizione di usarlo bene, solo quando serve e di non prolungare troppo a lungo l’uso.

Le linee guida del Ministero della Salute consigliano di non usarlo oltre l’anno, mentre alcuni logopedisti consigliano di cominciare a ridurne l’uso a partire dai 7-9 mesi. Si tratta, infatti, di una età in cui il bambino può essere consolato in altro modo.

Le controindicazioni all’uso del ciuccio possono riguardare:

  • Rallentamento dello sviluppo della abilità motorie: ciò può avvenire quando l’uso del ciuccio si protrae troppo a lungo nel tempo. Potrebbe rendere la punta della lingua ipotonica con difficoltà nella pronuncia di alcuni suoni. Inoltre, potrebbe causare difficoltà nella deglutizione e malocclusioni dentali.

  • Malformazioni del palato rigido si verificano soprattutto con l’uso di ciuccio a ciliegia. In questi casi, il palato tende a svilupparsi verso l’alto con alterazioni dell’arcata dei denti e riducendo lo spazio per la respirazione nasale. È consigliabile, pertanto, usare quello piatto fin dai primi mesi. Del resto, se l’alternativa è che il neonato metta il dito in bocca, i danni potrebbero essere ancora maggiori e potrebbe essere più difficile togliere il vizio quando diventa più grande.

  • Possibilità di diffusione di germi e batteri: soprattutto il ciuccio in caucciù è un facile veicolo di microrganismi patogeni, tanto da essere stato bandito in alcuni ospedali come il Bambin Gesù. In particolare, potrebbero essere veicolo di batteri come la candida e lo stafilococco. In ogni caso, è indispensabile una corretta igiene per evitare la proliferazione di patogeni.

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