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Mamme e lavoro: i consigli per conciliare la famiglia con il lavoro

Conciliare lavoro e famiglia non è un’operazione così facile come si potrebbe pensare quando ancora non si hanno figli. Spesso le donne, quando diventano mamme, sono costrette a sospendere le attività lavorative, o ridimensionarle sensibilmente, per potersi dedicare alla famiglia, con ripercussioni negative sulla propria carriera e sulla propria soddisfazione personale.

Uno studio condotto da Save the Children, in collaborazione con ISTAT, ha portato in luce come sia sempre più difficile, in particolare per le donne, conciliare il lavoro con la vita famigliare, con un frequente disagio sociale, prima ancora che economico.

Donne e lavoro: la situazione in Italia e in Europa

La situazione occupazionale femminile in Italia si mostra particolarmente complessa e degna di attenzione.

Secondo i dati Eurostat, in Europa il divario occupazionale tra uomini e donne è un dato piuttosto interessante: nella fascia compresa tra i 20 e i 64 anni, l’occupazione maschile nel 2020 era del 77,2%, contro una occupazione femminile del 66,2%. Sebbene rispetto al 2011 il divario si sia ridotto di alcuni punti percentuali – in quella data l’occupazione era rispettivamente del 73,4% e del 60,9% –, 11 punti percentuali a sfavore delle donne sono ancora troppi e sono indicativi dello svantaggio occupazionale femminile.

Per quanto i dati nei singoli paesi abbiano differenze anche significative, in nessun paese europeo il tasso di occupazione femminile è superiore al tasso di occupazione maschile.

In Italia la situazione è ancora più preoccupante, in quanto secondo i dati ISTAT per il 2021 il tasso di occupazione maschile nella fascia di età 15-64 si attesta attorno al 67,1%, mentre per le donne è del 49,4%. Ciò significa che meno di una donna in età di lavoro su due è occupata.

Tutto ciò si lega alle situazioni familiari: secondo le stime, le motivazioni che portano ad un tasso di inattività femminile così alto, in un caso su 3 sono legate alle necessità famigliari, mentre solo il 2,9% degli uomini inattivi dichiara questo come motivo dell’inattività.

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Famiglia e lavoro: quali sono le difficoltà per le donne

Sempre nello studio presentato da Save the Children, è dedicata una sezione alla situazione lavorativa delle mamme.

Secondo i dati riportati, le donne subiscono maggiormente uno svantaggio occupazionale nel momento in cui mettono al mondo dei figli. Lo svantaggio si realizza anche a livello retributivo per quelle donne che hanno un lavoro. Se già le donne, dunque, sono pagate meno rispetto agli uomini e hanno minori probabilità di fare carriera, quando diventano madri queste condizioni peggiorano sensibilmente.

I motivi per cui le donne non riescono a dedicarsi alla carriera quanto vorrebbero, soprattutto quando diventano madri, è dovuto ad una serie di cause e concause: pregiudizi in famiglia e sul luogo di lavoro, stereotipi sulle capacità femminili, difficoltà a inserirsi in contesti in cui le donne-madri-lavoratrici non vengono sufficientemente supportate o vengono addirittura osteggiate, mancanza di politiche sociali che appoggino le famiglie nell’accudimento sia dei bambini sia dei genitori, carenza di servizi sono tutte motivazioni che contribuiscono a ostacolare la crescita professionale femminile.  

A tutto ciò si aggiunge anche il cosiddetto gender pay gap, ovvero la differenza di stipendio tra uomini e donne: questo spesso spinge a far rinunciare al lavoro la donna, che guadagna meno, rispetto all’uomo, che di solito ha uno stipendio più consistente.

Conciliare lavoro e famiglia è possibile?

A fronte di un quadro piuttosto sconsolante, ci si chiede come conciliare lavoro e famiglia, tanto più che si tratta di un problema strutturale che non riguarda le singole famiglie ma la società intera. La speranza è che negli anni a venire vi sia una maggiore consapevolezza e un cambio di rotta sia a livello culturale e sociale sia a livello politico, con l’introduzione di servizi e misure a sostegno delle donne lavoratrici.

Nel frattempo, per conciliare famiglia e lavoro si possono utilizzare delle strategie che possono essere utili per entrambi i genitori.

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Utilizzare reti sociali e familiari

I nonni rappresentano una grande risorsa per le famiglie italiane quando si ha l’obiettivo di conciliare lavoro e famiglia. Non solo possono sollevare mamme e papà da incombenze che spesso sono in contrasto con la loro attività lavorativa, ma anch’essi possono trarre giovamento dall’accudimento dei nipoti, continuando ad avere impegni e mantenendosi così in attività.

Tuttavia, anche questa via ha delle criticità, in quanto con l’aumentare dell’età media dei genitori, anche l’età dei nonni è in netta crescita. Inoltre, la vita lavorativa si sta allungando e molti nonni lavorano ancora. In appoggio alle famiglie, possono essere sfruttate le reti sociali: la collaborazione reciproca tra vicini di casa, amici di famiglia e colleghi di lavoro è una strategia sempre più importante.

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Utilizzare congedi di maternità e paternità

I congedi di maternità e paternità offrono ai genitori la possibilità di assentarsi dal lavoro per alcuni periodi per accudire i figli. Succede, però, che vengano utilizzati solo dalle donne e solo relativamente al congedo di maternità obbligatorio.

Dal 2016 anche il congedo di paternità è obbligatorio, ma prevede solo due giorni obbligatori, più altri due facoltativi di cui usufruire entro i 5 mesi del neonato. Il coinvolgimento paterno è molto importante nelle strategie famigliari per la gestione delle attività lavorative. Per esempio, se si allatta con il biberon può occuparsene anche il papà. 

Affidarsi ad asili e servizi pubblici

Purtroppo, le strutture pubbliche a sostegno della famiglia sono ancora molto carenti e anche gli asili spesso non sono sufficienti ad accogliere tutti i bambini per cui ce ne sarebbe necessità, soprattutto in alcune regioni di Italia e nelle grandi città, dove la richiesta è molto alta.

È da notare come nelle aree dove i servizi per la presa in carico dei bambini da 0 a 3 anni funzionano meglio, maggiore è il tasso di occupazione femminile.

Appoggiarsi al welfare aziendale

Oggi le aziende si stanno orientando sempre più a politiche nei confronti dei dipendenti che consentano di far convivere attività lavorative e famigliari.

Dai benefici economici allo smart working, fino all’introduzione di servizi di assistenza alla famiglia, le soluzioni possono essere numerose e a vantaggio sia dell’azienda sia delle dipendenti per conciliare lavoro e famiglia.

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