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Quando il bambino non dorme: cosa fare per tranquillizzarlo

Quando il bambino non dorme si può instaurare nel nucleo familiare una situazione critica: si tratta di un problema che affligge molte famiglie, talvolta anche con conseguenze negative sul benessere familiare.

Una buona qualità del sonno, infatti, è molto importante per il piccolo, ma anche per gli altri membri del nucleo familiare, principalmente per mamma e papà. Quando non si dorme a sufficienza, infatti, possono subentrare nervosismo e ansia, che contribuiscono a creare un circolo vizioso da cui diventa sempre meno facile uscire.

Il nervosismo dei genitori può, infatti, creare una situazione di tensione generale e acuire i disturbi del sonno del bambino.

Perché il bambino non dorme

Le motivazioni per cui il bambino non dorme possono essere diverse e dipendono da molti fattori. Se è vero che un bambino non è uguale all’altro e le situazioni familiari possono essere molto diverse l’una dall’altra, è però altrettanto vero che si possono notare alcuni comportamenti ricorrenti.

I fattori che influiscono sulla difficoltà a dormire

  • Prima di tutto, l’età del bambino: quando il neonato non dorme possono esserci cause molto diverse rispetto a quelle che possono interessare un bambino più grande. A differenza di ciò che comunemente si pensa, il neonato non fa capricci e, quando non riesce a dormire, avverte un disagio. Nei bambini più grandi possono subentrare paure o difficoltà di tipo diverso che dovrebbero essere indagate attentamente.

  • Inoltre, possono esserci motivi diversi se il bambino fatica ad addormentarsi oppure se si sveglia nel cuore della notte. Anche in questo caso possono essere cause correlate all’età oppure a fattori fisiologici. Anche in questo caso indagarne le cause in modo approfondito può essere utile a trovare una soluzione efficace.

  • Infine, la frequenza delle situazioni in cui il bambino non dorme: se si verifica saltuariamente questo tipo di disturbo può avere motivazioni diverse rispetto a quando avviene con frequenza oppure, addirittura quotidianamente.

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Le cause dei disturbi del sonno nei bambini

Quando il bambino è molto piccolo i fattori che possono influire sulla qualità del sonno sono molti. Quando si tratta di neonati è fisiologico che non si abbia un sonno continuo per tutta la notte. Nei primi mesi non hanno ancora un ritmo veglia/sonno fisso e, soprattutto se dormono molte ore durante il giorno, possono trascorrere durante la notte alcuni momenti di veglia.

Anche per via dell’allattamento, può essere normale che dopo un certo numero di ore il piccolo si svegli cercando il latte. Solo dopo i nove mesi, in genere, il ritmo inizia a regolarizzarsi e il bambino riesce a trascorrere diverse ore di sonno notturno.

I bambini possono provare anche un senso di abbandono: l’ansia da separazione è molto frequente, soprattutto nei bambini tra un mese e i tre anni. Si tratta di un fenomeno fisiologico che è presente anche in alcuni mammiferi. Secondo i dati di uno studio dell’Associazione Culturale Pediatri delle regioni Puglia e Basilicata, circa il 72% dei bambini in questa fascia d’età richiede la presenza di un genitore per addormentarsi e circa l’86% dorme in camera con i genitori o nel lettone. Si tratta, però, di un fenomeno passeggero che scema fino a scomparire mediamente dopo i 5 anni.

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Ci possono essere, poi, cause legate alle abitudini o alla gestione delle ore di sonno:

  • La mancanza di regolarità dei momenti della nanna può essere un motivo che ostacola il sonno. Per questo può essere utile prendere l’abitudine a portarlo a dormire in orari più o meno fissi. I bambini più grandi, soprattutto quando iniziano ad avere impegni come la scuola materna o la scuola primaria, devono dormire almeno 10-12 ore durante la notte, per questo è opportuno portarli a letto non troppo tardi.

  • Anche l’eccessiva stanchezza può innervosire il bambino e rendere più difficile l’addormentamento. Questo non avviene sono per i bambini più piccoli, ma può proseguire anche con la crescita.

  • Se, invece, passa troppo poco tempo dall’ultimo pasto al momento in cui il bambino si corica, la digestione potrebbe essere ancora in corso e non permettere al bambino la tranquillità necessaria per dormire con continuità. Lo stesso può valere, viceversa, se il bambino ha ancora fame. I neonati mangiano di frequente, quindi è opportuno trovare il momento ideale affinché abbia già digerito e non abbia ancora fame.

  • Anche l’uso di device digitali, soprattutto se utilizzati nelle ore serali o prima di dormire, potrebbero disturbare il sonno. Secondo uno studio dell’Associazione Culturale Pediatri i bambini che usano mezzi tecnologici già prima dei 3 anni sarebbero in aumento e avrebbero una riduzione media delle ore di sonno notturno, probabilmente in correlazione con l’eccitazione portata dai contenuti dei giochi.

Altri disturbi possono invece derivare da situazioni fisiche o ambientali:

  • Tosse e allergie possono tenere sveglio il bambino durante la notte. Al di là di verificare le condizioni di salute che possono provocare tali situazioni e prendere gli opportuni provvedimenti assieme al proprio pediatra, potrebbe essere da verificare anche la salubrità dell’ambiente in cui dorme. Tenere sotto controllo il grado di temperatura e di umidità della stanza ed evitare l’eccessiva presenza di acari e polveri potrebbe rivelarsi molto utile.

  • Anche le apnee notturne, causate da un eccessivo rigonfiamento di tonsille o adenoidi, possono disturbare il sonno del bambino. Poiché non sono situazioni così rare come si potrebbe pensare, è sempre meglio chiedere al consiglio al pediatra per valutare che cosa sia più opportuno fare.

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Come migliorare la qualità del sonno del bambino

Per proteggere la pelle del neonato è necessario fare attenzione anche ai detersivi che si utilizzano per il bucato del neonato.

Così come avviene per i detergenti per la pelle, anche gran parte dei detersivi utilizza tensioattivi che aumentano la capacità schiumogena e detergente. Tuttavia, rilasciano residui chimici che non vengono eliminati dopo il lavaggio. I tessuti poi vengono a contatto con la pelle del neonato, oltre al fatto che spesso i neonati portano alla bocca tutto ciò che toccano, con il rischio di ingerire sostanze tossiche.

Scegliere detersivi adatti o valutare l’utilizzo di sistemi di lavaggio ad ossigeno attivo è una buona norma per proteggere il benessere del neonato.

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