Se l’uso delle mascherine si è notevolmente diffuso durante la pandemia da covid-19, grazie al fatto di essere uno dei dispositivi di protezione più importanti e utili, è però importante sapere come vanno utilizzate, in modo da non ridurre la loro efficacia con un uso scorretto.
A tal proposito l’Istituto Superiore di Sanità ha dato precise indicazioni rispondendo ad alcune domande frequenti sul loro utilizzo.
Va ricordato, infatti, che le mascherine non compensano in toto la trasmissione del virus, ma costituiscono una misura di natura complementare alle altre: distanziamento sociale, igiene delle mani e attenzione a non toccare naso, viso, bocca ed occhi.
Seguire scrupolosamente le istruzioni e le indicazioni dell’ISS è fondamentale per non rendere nulla la protezione offerta dalle mascherine o, addirittura, per non renderle controproducenti e veicolo di contagio.
Laddove non è possibile mantenere il distanziamento di natura fissa è indispensabile indossarle, tuttavia vanno sempre utilizzate con le mani pulite, avendo cura di non abbandonarle in giro, non lasciarle sui mobili e non riporle in tasca.
Dopo aver lavato le mani per circa 60/90 secondi, è opportuno prendere la mascherina per i rispettivi lati degli elastici avendo molta cura di non toccare la parte interna della stessa. Dopo aver fatto ciò, è importante posizionare la mascherina avendo cura di coprire la superficie del viso che va dal naso al mento.
Le mascherine chirurgiche appartengo alla macrocategoria dei dispositivi medici, essa sono realizzate per l’utilizzo in ambienti sanitati (ospedali, cliniche, centri di riabilitazione). La loro certificazione varia in base al loro filtraggio. Quelle denominate “mascherine di comunità”, non rispondono alla norma UNI EN ISO 14683-2019 e non impediscono il contagio ma riducono la circolazione del virus. Esse non sono né dispositivi di protezione individuale, né dispositivi medici ma semplicemente una misura igienica particolarmente utile nella riduzione della diffusione dei virus, in particolare il covid-19.
Ad oggi sappiamo che esse devono rappresentare una barriera chiara e sicura su naso e bocca, devono essere realizzata con materiali multistrato non tossici né infiammabili o allergizzanti, così da non impedire la normale respirazione. Esistono mascherine monouso oppure lavabili. In questo secondo caso, però, ciò deve essere indicato sulla confezione, assieme al numero di lavaggi consentiti.
Nei casi in cui la mascherina sia prevista per gli adulti, sono tenuti a portarla anche i bambini con più di sei anni. Deve però essere valutata attentamente la dimensione e la forma della mascherina in quanto, nel caso in cui non fosse ben aderente al viso la sua efficacia si ridurrebbe sensibilmente.
Nel caso in cui il soggetto abbia sintomi di natura respiratoria, le disposizioni dell’Istituto Superiore di Sanità precisano che è importante indossare solo ed esclusivamente mascherine certificate rientranti nella categoria dei dispositivi medici.
Le mascherine monouso possono essere smaltite all’interno della categoria dei rifiuti indifferenziati. Se, invece, si utilizza una mascherina riutilizzabile, è possibile riporla in una busta apposita e seguire le regole previste per il riutilizzo, a seguito di preciso lavaggio.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
Alcune immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio.
Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vi invitiamo a comunicarcelo via email a info@salus.blog e saranno immediatamente rimosse. L’autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.